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22.03.2019: Direttiva UE sulle armi: i membri della FSFP decideranno autonomamente

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Lucerna, 22 marzo 2019

 

FSFP –  Il prossimo 19 maggio, voteremo sulla trasposizione nel diritto svizzero di una modifica della direttiva UE sulle armi. Sono state generate grandi emozioni in vista di questa votazione; anche tra le poliziotte e i poliziotti le opinioni sono molto disparate. Proprio per questo motivo, nella sua sessione del 20 marzo 2019, l’Ufficio Esecutivo della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia FSFP ha deciso di lasciare ai propri membri la libertà di voto. “Già l’anno scorso è diventata una questione carica di emozioni quando la FSFP ha commentato la direttiva UE sulle armi”, ha dichiarato la Presidente della FSFP Johanna Bundi Ryser, rimarcando: “Non ci facciamo strumentalizzare da sinistra o da destra e non diamo ai nostri oltre 26'000 membri una raccomandazione di voto”.

 

Nel 2013, l’Unione Europea (UE) ha deciso di rafforzare la propria legislazione in materia di armi. Se la Svizzera, che ha tempo fino al 31 maggio 2019, non adotterà nella propria legislazione questo adeguamento, partirà automaticamente la procedura per fare cadere i due Accordi tra la Svizzera e gli Stati che partecipano a Schengen e Dublino, a meno che, entro 90 giorni, il Comitato misto, dove sono rappresentati Svizzera, Commissione europea e tutti gli Stati membri dell’UE, non decida all’unanimità di continuare la cooperazione. Tuttavia, secondo un recente rapporto pubblicato sulla Basler Zeitung, la nuova dirigente del Dipartimento federale di giustizia e polizia, la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, esclude questa eventualità.

 

L’esclusione dagli Accordi di Schengen/Dublino comporta delle conseguenze per la sicurezza
In caso di un No del popolo sovrano e nessun accordo raggiunto dal Comitato misto Schengen e Dublino, l’adesione scadrà a fine novembre 2019. “Per questi accordi, la FSFP si è sempre data molto da fare. Se dovessimo esserne privati, da lì in poi ci ritroveremo praticamente ciechi”, ha indicato la Presidente della FSFP. In effetti, se esclusi, la polizia e le guardie di confine non avrebbero più accesso ai sistemi d’informazione e di ricerca di Schengen e Dublino. Solo il Sistema di Informazione Schengen (SIS) viene consultato fino a 430’000 volte il giorno per controlli di frontiera, negli aeroporti o all’interno del nostro paese. L’anno scorso, in Svizzera e all’estero, sono stati conseguiti circa 19'000 risultati positivi di segnalazioni. “Questi strumenti sono indispensabili per i nostri colleghi”, precisa la Presidente della FSFP, ribadendo: “l’Ufficio Esecutivo della FSFP rispetta la libertà di espressione di ogni agente di polizia. Comunque, dopo una solida analisi, giungerebbero tutti alla conclusione che un’esclusione da questi accordi provocherebbe gravi conseguenze per la sicurezza”.

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2018

09.11.2018: La FSFP non si oppone alla legge sulla sorveglianza degli assicurati, ma pone domande critiche.

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Lucerna, 9 novembre 2018

 

FSFP –  Il 25 novembre 2018 il popolo svizzero voterà la modifica del 16 marzo 2018 della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA). Si tratta anche della base giuridica per il controllo delle persone assicurate, per le quali la battaglia elettorale è in pieno svolgimento. La Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia FSFP ha esaminato in dettaglio questa proposta. "Nella nostra analisi, abbiamo concluso di non volere combattere la legge, ma di dovere porre alcune domande critiche", dice la presidente della FSFP Johanna Bundi Ryser. La Federazione ha affrontato tali questioni in occasione del lancio ufficiale della campagna elettorale sulla modifica della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) il 21 settembre, alla quale la FSFP non è stato invitata. "Studieremo le disposizioni con molta attenzione e le metteremo in discussione in modo critico", sottolinea la presidente della FSFP. Si pensi, ad esempio, ai requisiti relativi alla formazione e al perfezionamento degli investigatori sociali: "Chi decide sull'equivalenza della formazione e quali sono gli standard richiesti?”

 

Da molti anni le compagnie di assicurazione conducono indagini per scoprire casi di frode tra gli assicurati. Uno strumento per fare questo è la sorveglianza da parte dei cosiddetti detective assicurativi. Si noti che finora il Tribunale federale ha sempre approvato la procedura esistente. Fino al 2016, quando la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che alla Svizzera mancava la base giuridica per il monitoraggio. In seguito, le compagnie di assicurazione e successivamente anche gli uffici AI hanno cessato queste sorveglianze, chiedendo però una base giuridica. Il Consiglio federale e il Parlamento si sono messi al lavoro senza indugio e hanno approvato una legge che consente di controllare i sospetti abusi delle casse sociali. Essa specifica le condizioni di tale monitoraggio, nonché i mezzi e la durata massima. "Quando sappiamo quanto tempo ci vuole alle autorità del perseguimento penale per ottenere delle modifiche legislative utili al loro lavoro, non possiamo che essere molto sorpresi dalla rapidità con cui è stara creata la nuova base giuridica ", ha detto Johanna Bundi Ryser, che chiede affinché le preoccupazioni delle autorità di polizia siano trattate in futuro in modo equo a favore della migliore lotta possibile contro la criminalità.

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28.06.2018: Insieme per una sicurezza sana

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Lucerna, 28 giugno 2018

 

FSFP – Il 28 e 29 giugno, all’incirca 250 agenti di polizia provenienti da tutta la Svizzera si sono riuniti in occasione della 94a Assemblea dei delegati della Federazione Svizzera Funzionari di Polizia FSFP. La Presidente in carica Johanna Bundi Ryser è stata riconfermata all’unanimità per un nuovo mandato. Il primo giorno ha visto altresì l’elezione del ticinese Michele Sussigan e del solettese Roger Huber quali nuovi membri dell’Ufficio Esecutivo. Durante la giornata a tema del 29 giugno, le poliziotte e i poliziotti hanno discusso i loro punti di vista con personalità di spicco e altri ospiti provenienti dai settori di polizia e politica in materia di prevenzione dello stress.


Inoltre, nel corso di questa giornata a tema, la FSFP è stata incoraggiata a proseguire il percorso intrapreso nell’ambito della prevenzione dello stress; per questo ci vuole l’iniziativa di poliziotti, corpi di polizia e sindacati professionali. Al fine di chiarire e riassumere l’argomento, la Presidente Johanna Bundi Ryser ha presentato uno schema intitolatoa «Insieme per una sicurezza sana». «Crediamo che questo schema definisca i tre attori principali che devono confrontarsi con questo problema di salute:

il poliziotto e la poliziotta, il datore di lavoro e la FSFP», ha dichiarato la Presidente della FSFP, sottolineando: «Tutti devono essere consapevoli delle proprie responsabilità e dei propri doveri.»

 

Per gli agenti di polizia, questo significa prendere coscienza degli effetti causati dallo stress, assumendosi le proprie responsabilità. Nel contempo, il datore di lavoro deve essere consapevole del proprio obbligo di assistenza e saper mettere in discussione le proprie qualità di leadership.

 

La FSFP sente di dover promuovere l’opportunità d’includere il tema nella formazione di base e continua proponendo, possibilmente, le proprie offerte ai membri. «Faremo la nostra parte e vi guideremo attraverso proposte attuali, informazioni, idee e obiettivi da raggiungere», ha precisato ai delegati la Presidente della FSFP Johanna Bundi Ryser. La FSFP prende molto sul serio la prevenzione dello stress e sollecita tutti a preoccuparsene perché riguarda la salute di tutti coloro che quotidianamente lavorano per la sicurezza del nostro paese. Le poliziotte e i poliziotti richiedono e meritano l’apprezzamento dei loro datori di lavoro e dei politici.

 

 

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2017

27.02.2017: "Chi non agisce ora, solidarizza con gli autori!"

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Lucerna, 27 febbraio 2017

 

FSFP – Lo scorso fine settimana vi è stata una vera e propria ondata di violenza contro gli agenti di polizia la Svizzera. Attorno alla Reitschule ci sono stati ripetuti violenti scontri con dieci poliziotti feriti. Anche a Basilea e a Monthey (VS) agenti di polizia sono stati attaccati. A Monthey un agente della polizia comunale ha dovuto essere trasportato all’ospedale con gravi ferite da taglio. "E 'stato un week-end nero per gli agenti di polizia", ha detto Johanna Bundi Ryser, presidente della Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia FSFP, e ha sottolineato: "Questo non può essere semplicemente accettato. Chi non agisce ora, solidarizza con gli autori!"

 

Oltre alle rivolte alla Reitschule di Berna si sono verificati eccessi inaccettabili di violenza contro gli agenti di polizia anche in altre parti della Svizzera. Nella notte di domenica, la polizia cantonale di Basilea è dovuta intervenire città per diversi scontri violenti. Qui, una poliziotta e un poliziotto sono rimasti feriti. A Monthey (VS) nel corso di un evento di carnevale circa 15 persone hanno attaccato le forze di polizia intervenute. Un agente di polizia è rimasto ferito da schegge di vetro in faccia e ha dovuto trascorrere la notte in ospedale. Per fortuna ora è fuori pericolo. "Auguriamo a tutti gli agenti di polizia feriti una pronta guarigione", ha detto la presidente FSFP Johanna Bundi Ryser e ha sottolineato: "Questi attacchi dimostrano chiaramente che le sanzioni attualmente in vigore non scoraggiano gli autori. E 'giunto il momento per una linea più dura!"

 

La politica vuole e deve agire
Negli ultimi mesi, sono state presentate una serie di iniziative politiche per punire più duramente la violenza e le minacce contro le autorità e i funzionari. Quello che la FSFP ha già chiesto nel 2009 con una petizione, ora sembra finalmente essere arrivato il momento della politica. "Ora è da vedere se la politica l’ha preso sul serio, o se era solo di facciata" dice la presidente FSFP per quanto riguarda gli interventi di alcuni politici che hanno chiaramente condannato gli incidenti a Berna in questi ultimi giorni. La più grande possibilità per un accordo politico per la FSFP è per le due iniziative parlamentari dei consigli nazionali Marco Romano (PPD) e Bernhard Guhl (PBD). Le iniziative chiedono che gli attacchi contro i funzionari abbiano una pena minima detentiva di 3 giorni. Inoltre, ai tribunali dovrebbe essere data la possibilità di raddoppiare la pena massima per un caso specifico qualificato quale recidiva. "Siamo convinti che questo inasprimento sia significativo e di supporto”, sottolinea Johanna Bundi Ryser e aggiunge: "Ora, queste iniziative devono essere trattati immediatamente e messi all'ordine del giorno."

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23.02.2017: La brutalità degli attacchi è totalmente inaccettabile

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Lucerna, 23 febbraio 2017

 

FSFP – Il 22 febbraio, la polizia cantonale di Berna ha dovuto evacuare un edificio occupato. I poliziotti sono stati deliberatamente presi di mira da lancio di oggetti diversi e da fuochi d'artificio. 5 poliziotti sono stati feriti e hanno dovuto essere visitati da un medico. In entrambi i casi, vi è il sospetto di un trauma all’udito. "La brutalità con cui gli occupanti hanno attaccato la polizia è assolutamente inaccettabile", ha detto Johanna Bundi Ryser, presidente della Federazione svizzera dei funzionari di polizia FSFP. E ha aggiunto: "Sembra che gli abusivi hanno meticolosamente preparato i loro attacchi. Pertanto, essi devono essere puniti di conseguenza!"

 

E se ciò non bastasse, a Berna, la stessa sera, circa 300 persone per lo più mascherati, partiti dalla Reitschule verso la Länggassstrasse hanno commesso danni materiali importanti.

 

Se i politici vogliono agire è ora il momento di farlo!
La presidente della FSFP ritiene che questi gravi incidenti incoraggeranno i politici a seguire il sentiero segnato. Infatti, ai primi di settembre 2016, il parlamento cantonale bernese ha incaricato il Consiglio di Stato di presentare un'iniziativa cantonale al governo federale per punire più severamente la violenza e le minacce contro le autorità e i funzionari. Lo scorso dicembre, ci sono state altre due iniziative parlamentari del consigliere nazionale nazionale Marco Romano (PPD) e Bernhard Guhl (PBD), che richiedono delle pene minime chiare. "Dopo gli ultimi attacchi, si può dire che coloro che si oppongono chiudono gli occhi davanti a un problema serio", ha sottolineato Johanna Bundi Ryser. E afferma inoltre: "gli agenti di polizia feriti non possono garantire la sicurezza, la missione viene ripresa dai loro colleghi o non può più essere garantita."

 

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